Il romanzo di Matilda

Il primo romanzo storico che ripercorre la vita della Grancontessa Matilde di Canossa.

La vita, i lutti, gli amori, le lotte, la caduta, il riscatto, le violenze e le passioni della Grancontessa Matilde di Canossa, un romanzo storico che ricostruisce gli eventi fondamentali della sua vita attraverso l’infanzia, la giovinezza, la maturità e la vecchiaia, cercando di restituire tutta la potenza al personaggio a 900 anni dalla sua scomparsa. In uscita a luglio 2015.

domenica 10 giugno 2018

Grandi eventi al castello di Carpineti

I prossimi eventi a Carpineti
che domenica 17 giugno
vedrà anche il ritorno de
"Il romanzo di Matilda".




domenica 6 maggio 2018

Le zone dei Da Palude, i fedelissimi di Matilde

Si parla moltissimo di Matilde, ma non bisogna dimenticare un protagonista attivo del periodo che la vede reggere le sorti dell’Italia come Grancontessa e vicaria di Pietro. Il suo nome è Arduino della Palude,  figlio di Guido di Gandolfo, che apparteneva a una nobile famiglia della bassa reggiana di feudatari dei marchesi di Canossa, che ha origine nel IX secolo dai Gandolfinigi. 

Fedele amico, grande condottiero, maggiore vassallo di Matilde di Canossa e sempre al suo fianco nella buona e nella cattiva sorte, "Dominus Arduinus Widonis filius de Castro Paludis" partecipò a missioni militari e politiche di notevole rilievo, a cavallo fra i secoli XI e XII. Il "castruni Paludis" da cui proveniva, menzionato assai spesso dalle fonti, era posto tra Fabbrico e Reggiolo, in una zona della bassa pianura a nord di Reggio Emilia, detta appunto della "Palude". Con lui la posizione sociale della famiglia si elevò notevolmente, fino a raggiungere uno status mai toccato in precedenza, con possessi sparsi un po' dovunque dalla bassa reggiana all'Appennino.


A poca distanza da Canossa, risalendo il torrente Enza verso Vetto, si entra nei territori che un tempo erano dei Da Palude, discendenti di Arduino: il borgo di Scalucchia è situato sulla sommità di un dosso arenaceo sul Tassaro. Al suo interno, è ancora presente quello che un tempo era il castelletto, dove compare anche lo stemma della famiglia. 



Proprio sulla rupe di fronte, dalla parte opposta del fiume, si ergeva la rocca di Crovara, di cui oggi rimangono pochissime rovine: i ruderi del mastio che dominava il castello, costruito in piena armonia con la roccia sottostante, i depositi e le cisterne di acqua e tracce delle mura difensive che perimetravano l’intera area. Alcune scale e un tronco di colonna suggeriscono dove sorgeva l’antico palazzo feudale. A fianco dell’entrata del castello, probabilmente l’unica, sorge la chiesa dedicata a San Giorgio, e oggi trasformato in un museo è la casa colonica recuperata, probabilmente un tempo un ostello per pellegrini. 


Proseguendo per la strada verso Vetto, infine, si incontra Legoreccio, antica villa del feudo dei da Palude dipendente dal castello di Crovara: nel borgo è situata l’antica Corte dei Da Palude, già residenza della famiglia, con un porticato interno sormontato da un loggiato. All’ingresso del paese fa bella mostra di sé una casa torre, la fortificazione tipica del periodo matildico sull’Appennino.

Questi luoghi sono meravigliosi e si prestano anche a lunghe passeggiate per chi ama il trekking. Alcuni siti consultabili danno tutte le indicazioni in merito ai percorsi e ai punti di interesse. 


Link utili:

Val Tassaro - Natura & Storia
Appennino Reggiano
Monte Casarola
Reggio Emilia Turismo
Chiesa di Crovara

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domenica 18 marzo 2018

IL ROMANZO DI MATILDA: donna e regina del Medioevo

La Galleria San Francesco, arte contemporanea, è lieta di invitare all’evento “IL ROMANZO DI MATILDA: donna e regina del Medioevo”. Nel corso della mostra “Matilde, luce splendente” opere di Makiko Asada, un pomeriggio per conoscere la Grancontessa attraverso il romanzo di Elisa Guidelli: la vita, i lutti, gli amori, le lotte, la caduta, il riscatto, le violenze e le passioni di Matilde di Canossa, un romanzo storico che ricostruisce gli eventi fondamentali della sua vita attraverso l’infanzia, la giovinezza, la maturità e la vecchiaia, cercando di restituire tutta la potenza al personaggio. 

L’appuntamento è per Sabato 24 marzo alle ore 17.30 presso la Galleria San Francesco di Via Bardi 4/B – 42121 Reggio Emilia.

lunedì 26 febbraio 2018

Matilde, luce splendente, opere di Makiko Asada


Matilde fanciulla, che intreccia ghirlande di fiori e si muove con grazia di ballo: Dante, nel XXVIII Canto del Purgatorio, così la descrive e le dà il compito di accompagnare le anime in Paradiso. Alta e slanciata nella figura, capelli rossi e denti bianchissimi. Bellissima. Così la ritrae Il Parmigianino, quattrocento anni dopo la sua morte.
Makiko Asada, pittrice giapponese, in “ Matilde, luce splendente “, parte proprio da qui.
Matilde di Canossa: una donna due volte infelicemente sposata e che a soli trent’ anni si ritrova sola a capo di un immenso stato cuscinetto tra i poteri forti dell’ Alto Medioevo. Sola, perché già a quell’ età, aveva perso tutti i suoi familiari, il padre, i fratelli, la figlia di pochi mesi, il rozzo marito e infine la sua più fidata consigliera, la madre Beatrice.
Ritorna a Canossa, perché qui è stata felice bambina; qui ha ricevuto un’ educazione non comune per le fanciulle dell’ epoca. Qui sceglie di diventare la “ Dilecta filia Petri “, la fedelissima alleata del Papa Gregorio VII, che ama di un amore solo platonico, perché il fervore religioso dell’ epoca era legato ad un sincero terrore di farsi cogliere dalla morte seconda, ossia di morire in stato di peccato mortale.
Qui, nel castello di Canossa, assume coscienza di se stessa.
In “ Matilde e Pensiero “, il dipinto scelto come immagine forte della mostra, Makiko Asada racconta di questo preciso momento della vita di questa donna straordinaria. Matilde regge nella mano destra, la mano del comando, una nuvola opalescente da cui germogliano timide verdi foglioline: l’ annuncio di una nuova vita, che non proviene dal ventre ormai sterile, ma dalla conoscenza; la mano sinistra appoggiata sull’ esile corpo, la mano del cuore, è rigida e impotente nella regale eleganza. Disegno puro di contorno in colore giallo dorato per diffondere la luce splendente di Matilde.
Nei quarant’ anni del suo regno Matilde, coltissima, è protettrice dei maggiori pensatori del tempo; fu sotto la sua protezione che Irnerio insegnò all'università di Bologna diritto romano, restaurandolo attraverso la “Summa Codicis”; poi costruisce strade, canali, chiese e monasteri, numerosissimi castelli e case torre.
Tutto si sgretola alla sua morte: il suo immenso stato e, nei secoli successivi, l’amatissima Rocca di Canossa.



lunedì 20 novembre 2017

Matilde e il suo vino bianco

Dopo secoli di oblio è stata recuperata l'uva che Matilde di Canossa usava per quel vino frizzante e leggero che tanto piaceva a Gregorio VII. Un vitigno scomparso, finito chissà dove, probabilmente confuso con il Sauvignon blanc se non, addirittura, abbandonato. Grazie all’ampelografia (la disciplina che studia, identifica e classifica le varietà dei vitigni) e ad analisi genetiche fatte dall'Università di Bologna è stato isolato e definito con assoluta certezza questo storico vitigno. L’uva di Matilde ha ripreso vita. E forse proprio lei, la Contessa dal pugno di ferro che governava da Piacenza fino a Modena e che portò la pace tra l’imperatore Enrico IV e Papa Gregorio VII, ne sarebbe fiera.

Leggi tutto l'articolo di Franca Giansoldati su Il Messaggero


L’esame del dna non lascia dubbi: una particolare varietà di uva bianca, la Spergola, coltivata nella zona di Reggio Emilia, è la stessa che veniva utilizzata quasi mille anni fa per produrre il vino di Matilde di Canossa. Un vino leggero e frizzante che venne presumibilmente utilizzato per suggellare la pace tra Papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV, dopo che quest’ultimo, per farsi revocare la scomunica, fu costretto ad attendere per tre giorni e tre notti sotto la neve di fronte al portale d’ingresso del castello di Matilde.

Leggi tutto l'articolo di Il Secolo d'Italia

venerdì 20 ottobre 2017

Matilda a Libriamoci 2017

Per il secondo anno successivo, "Il romanzo di Matilda" è presente all'interno della rassegna Libriamoci! Giornate di letture nelle scuole alla scuola Ruini di Sassuolo. Venerdì 27 ottobre Matilda, insieme alla sua autrice, verrà raccontata ai e dai ragazzi delle scuole medie.


lunedì 9 ottobre 2017

Camminata letteraria: Abbazia di Frassinoro

Questo sabato andremo nell’Appennino modenese a visitare un’altra chiesa diventata abbazia benedettina per volere di Beatrice di Lotaringia, madre di Matilde di Canossa. Anche questa pieve medievale è da sola un ottimo motivo d’interesse e merita di essere visitata: è la Pieve di Rubbiano, a capo di una parrocchia vastissima che comprendeva anche l’Abbazia di Frassinoro.
Cammineremo nell’antica strada romana “Via Bibulca” che collegava Modena a Lucca, chiamata così perché poteva ospitare un carro trainato da due buoi e vedremo tante altre meraviglie in un'atmosfera e colori autunnali. Ci accompagnerà in questi luoghi storici, la scrittrice Elisa Guidelli che ha all’attivo pubblicazioni tra le quali “Il romanzo di Matilda” e “Francigena “ in collaborazione con gli scrittori Covili e Sorrentino.
Prima di salutarci gusteremo assieme l’aperitivo di “Donella”.

Ritrovo: 14.20 Pieve di Rubbiano (Montefiorino-Mo)
Partenza: 14:30
Difficoltà: Facile 
Dislivello: 400 mt. (con una salita finale da fare con calma)
Durata: ore 4:30 circa
Costo: 10€ adulti e minori a partire dai 12 anni, solo se accompagnati e abituati a camminare in montagna.
Prenotazione obbligatoria, inviando mail di conferma indicando nome e numero di telefono di tutti i partecipanti e si desidera condividere il viaggio con altri escursionisti a: donellaeventiescursionistici@gmail.com

 Per informazioni: Donella Serafini 348.4151837 
Facebook: Donella Serafini, Donella Eventi Escursionistici, Donella Eventi.

Abbigliamento obbligatorio: zaino, calzature da escursionismo con suola scolpita a caviglia alta, pantaloni lunghi, pile, giacca antivento/pioggia, (vestirsi a cipolla) 1 litro d’acqua.
 Prenotazione obbligatoria entro le ore 18:00 di venerdì 13 ottobre.
 Numero minimo partecipanti 6 adulti.
 24 ore prima delle attività è possibile comunicare agli iscritti l’annullamento dell’escursione qualora non si sia raggiunto il numero minimo di partecipanti o in funzione delle condizioni ambientali.
 Tutti i percorsi potranno essere modificati in funzione delle condizioni ambientali per la sicurezza del gruppo.
Non è prevista copertura infortuni per i partecipanti.
Chi ritiene opportuno può provvedere autonomamente con una polizza multisport.
 Organizzazione: Donella Serafini per Donella Eventi Escursionistici