Il romanzo di Matilda

Il primo romanzo storico che ripercorre la vita della Grancontessa Matilde di Canossa.

La vita, i lutti, gli amori, le lotte, la caduta, il riscatto, le violenze e le passioni della Grancontessa Matilde di Canossa, un romanzo storico che ricostruisce gli eventi fondamentali della sua vita attraverso l’infanzia, la giovinezza, la maturità e la vecchiaia, cercando di restituire tutta la potenza al personaggio a 900 anni dalla sua scomparsa. In uscita a luglio 2015.

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giovedì 20 maggio 2021

Intervista su Matilde di Canossa per Cultura e Identità

Nel centro-nord della nostra penisola, in un territorio che comprende buona parte dell’Emilia, della Toscana e della pianura lombarda, si staglia una figura di rilievo universale, sebbene troppo spesso sottovalutata nella conoscenza storica comune: Matilde di Canossa, prima regina d’Italia e protagonista assoluta del suo tempo. Ne parliamo con Elisa Guidelli, scrittrice modenese laureata in Storia Medievale, che con il piglio coinvolgente della sua narrazione, ci riporta indietro di quasi un millennio per raccontarci, nel suo “Il Romanzo di Matilda” (Meridiano Zero, 2015), le vicende pubbliche e private della Grancontessa.


Per leggere l'intervista clicca QUI


mercoledì 19 maggio 2021

Say hallo to "Matilda of Tuscany"

Non so se riesco a trasmettere cosa sto provando. Sono sensazioni contrastanti, che vanno dalla soddisfazione all'ansia, dalla felicità alla solita, maledetta domanda "e adesso?". Una certezza però ce l'ho, anzi due: la fatica che ho fatto, e la condivisione di questa fatica con Ilaria Malvezzi. E poi gli insegnamenti, tutto quello che ho imparato facendo, scrivendo, riscrivendo, aggiustando, cercando di dare un senso nuovo a un romanzo che mi ha preso dieci anni. Il risultato di questo lavoro è la trasposizione de "Il romanzo di Matilda" in un progetto per un historical drama e un pitch deck di un livello che mai mi sarei aspettata. Per questo devo dire grazie a un team oltreoceano che ha selezionato il nostro script e ci ha accompagnato nella creazione di una presentazione che da oggi verrà sottoposta a produzioni importanti. Nella speranza che Giove, a 'sto giro, faccia il suo sacrosanto lavoro. Everyone, say hallo to "Matilda of Tuscany"!



mercoledì 4 novembre 2020

Matilde, una donna del medioevo: punti di vista

Una simpatica lettura che Adelaide Ricci dell'Università di Pavia, e Paolo Galloni, della casa editrice Viella, già allievo di Massimo Montanari, hanno fatto delle fonti tedesche e italiane su Matilde, per coglierne attraverso la rappresentazione, l'eccezionalità sia come consigliera, che come mediatrice, che come combattente, anche nel confronto col padre Bonifacio e con la madre Beatrice.

Questa conferenza fu presentata al Festival del Medioevo di Gubbio del 2019, con grande successo di pubblico.



lunedì 23 settembre 2019


Voci di donne 
L'altro volto della Storia al Festival del Medioevo 

L'universo femminile protagonista della V edizione della manifestazione Sante e regine, streghe e madonne, artiste e scrittrici, muse e sultane E il Medioevo contemporaneo tra le eroine delle saghe televisive, stereotipi e fake news.

 Sarà una lezione di Maria Giuseppina Muzzarelli, ordinaria di Storia Medievale dell’Università di Bologna, ad inaugurare la quinta edizione del Festival del Medioevo, in programma a Gubbio dal 25 al 29 settembre. Il tema del 2019 è “Donne. L'altro volto della Storia”: un percorso intorno alla condizione femminile, alla radice dei pregiudizi e degli stereotipi. Le voci delle donne e le loro storie. Spesso inascoltate. A volte dimenticate. Eppure forti, chiare e resistenti. Capaci di riemergere, anche a distanza di secoli. Un lungo racconto tra l’arte e la letteratura, la politica e la filosofia. Protagonisti dell'evento saranno più di cento storici, saggisti, scrittori, scienziati, architetti e giornalisti, impegnati in una vera e propria sfida di divulgazione: raccontare storie piccole e grandi dal punto di vista delle donne. Nella vita quotidiana, nei palazzi del potere, all'interno dei conventi e perfino sui campi di battaglia: sante e regine, streghe e madonne, artiste, seduttrici, imprenditrici, guaritrici, scrittrici, miniaturiste, muse e medichesse. Donne che scrivono e che governano, capaci di esplorare nuovi mondi o di evocarli. Un viaggio affascinante, con molte sorprese. Riassunte in modo esemplare nella straordinaria figura di Christine de Pizan, la prima intellettuale di professione, vissuta fra fine Trecento e gli inizi del Quattrocento. Veneziana di nascita e francese di formazione. Ma italiana, figlia di un medico e astrologo emigrato alla corte del re di Francia, originario di Pizzano, un paesino dell'appennino emiliano. Nel suo libro più famoso, “La città delle dame”, Christine si batteva, in anticipo di secoli, per l'emancipazione femminile. Spiegava ai potenti del suo tempo che se a una ragazza fosse stata concessa la possibilità di studiare, quella fanciulla avrebbe ottenuto gli stessi risultati degli uomini. Anzi, forse li avrebbe superati. In altri scritti, ripeteva che bisogna rimuovere le “pietre nere” del pregiudizio gettate sul cammino delle donne: stereotipi e conflitti con i quali le società del mondo contemporaneo fanno ancora i conti, come testimoniano le cronache di tutti i giorni. Donne celebri, capaci di influenzare la politica e la società del loro tempo, come Ildegarda di Bingen, Matilde di Canossa, Teodolinda, Irene di Bisanzio, Sichelgaita, Costanza d'Altavilla, Melisenda, Eleonora d'Aquitania, Giovanna d'Arco, Eleonora d'Arborea, Chiara d'Assisi, Santa Caterina da Siena, Margherita Datini, Battista Sforza e Lucrezia Borgia. E altre figure femminili, tra storia e leggenda, diventate nei secoli delle vere e proprie icone della letteratura e dell'arte, da Beatrice a Francesca da Rimini, da Eloisa a Tristana, da Laura a Ginevra. La leggendaria papessa Giovanna. Trotula, prima donna medico. Le regine e sultane dell'Islam. Le Shieldmaidens, implacabili guerriere delle saghe norrene. Le donne di Tolkien ne Il signore degli Anelli. E le languide muse dei Preraffaelliti, interpreti nostalgiche, nella pittura e anche nella vita privata, di un Medioevo rimpianto, sognato, trasformato e a volte stravolto. Come nelle vicende di altre eroine, evocate sul grande schermo, nei fumetti e in rutilanti e seguitissime serie televisive, come Viking o Il trono di Spade: da Lagertha a Uta di Ballenstedt, da Ladyhawke a Daenerys Targaryen, fino alla terribile Cersei Lannister e all'audace e impulsiva Arya Stark. Un universo femminile raccontato nei dettagli dal sesso alle fake news e agli stereotipi sullo ius primae noctis e la cintura di castità, fino alle vicende meno note di donne in clausura, regine decapitate, spose bambine, prostitute in cerca di un riscatto sociale e transgender vissute nel Trecento.

SEI FOCUS Il ricco programma del Festival propone sei approfondimenti tematici: La scrittura delle donne (giovedì 26 settembre); Tolkien session (venerdì 27 settembre); Bambin Gesù delle mani: il Pintoricchio ritrovato (venerdì 27 settembre); Il Medioevo fra noi (sabato 28 settembre) incontro sulla figura femminile nell'immaginario medievalista contemporaneo, La scuola dei rievocatori (sabato 28 settembre), appuntamento dedicato alle migliaia di rievocatori impegnati in ogni regione d'Italia nel far rivivere la storia e le tradizioni del loro territorio e Matilde, una donna del Mille (domenica 29 settembre).

LEZIONI STORIA DELL'ARTE Tra le lezioni d'arte, i focus su La Madonna del Parto di Piero della Francesca (mercoledì 25 settembre), Le donne sconosciute dell'Arazzo di Bayeux (giovedì 26 settembre) e il Pintoricchio e le Stanze Vaticane (venerdì 27 settembre).

MOSTRA Nel tardo pomeriggio di venerdì 27 settembre, nel Palazzo dei Consoli, sulla spettacolare Piazza Grande, verrà inaugurata l'esposizione di una straordinaria ed enigmatica opera del Pintoricchio, rimasta ignota per quasi cinquecento anni: il “Bambin Gesù delle Mani”. Prezioso frammento di un affresco scomparso, concepito tra il 1492 e il 1494 per volere di Rodrigo Borgia, salito al soglio di Pietro con il nome di Alessandro VI, l’opera racconta i segreti delle Stanze vaticane e la storia di Giulia Farnese, la bellissima “sposa del papa”.

SPETTACOLI Il Festival propone Lectura dantis. Voci di donne dall'Inferno a cura dell'attore e regista Franco Ricordi (mercoledì 25 settembre, Teatro Luca Ronconi), il concerto Ondas do mar, le cantigas de amigo e l’amore verso la donna nel Medioevo dell'Ensemble Micrologus (Palazzo Ducale, giovedì 26 settembre) e un concerto di Patrizia Bovi con voce, arpa e percussioni: Voci di donne, storie di sante, visionarie, mistiche (sabato 28 settembre, Refettorio Biblioteca Sperelliana).

FIERA DEL LIBRO MEDIEVALE Una occasione unica per trovare tutto quello che c'è da leggere sul Medioevo, dai saggi ai romanzi storici, fino ai fumetti e ai libri per bambini.

MINIATORI DAL MONDO L'antica arte della miniatura rivive nella patria di Oderisi da Gubbio miniaturisti e calligrafi italiani e stranieri trasmettono l'arte degli scriptoria medievali ai tanti appassionati e agli studenti degli istituti artistici.

 IL MEDIOEVO DEI BAMBINI Ripetuto in diverse giornate, prevede giochi, letture, animazioni, laboratori d'arte e corsi di disegno riservati ai più piccoli. La manifestazione offre anche recital di poesia, laboratori di danza e visite guidate alla scoperta dell'Umbria medievale, insieme a eventi particolari dedicati all’artigianato come La piazza dei mercanti e gli Antichi mestieri.

PARTNERS E PATROCINI Il Festival del Medioevo gode dei patrocini scientifici della Treccani, del Ministero dei Beni Culturali, dell'Istituto Storico Italiano per il Medio Evo (Isime), della Società Italiana Storici Medievisti (Sismed), della Società degli Archeologi Medievisti Italiani (Sami), del Centro Studi Longobardi, del Pontificio Consiglio della Cultura in Vaticano e della Fondazione Giancarlo Pallavicini. Altri patrocini istituzionali sono assicurati dalla Regione Umbria e dalla Regione Lombardia. Partners per il settore didattico sono la Fondazione Giuseppe Mazzatinti e l'Università Lumsa.

 La RAI, con RAI Cultura e i canali RAI Storia e RAI Radio3 è il principale media partner della manifestazione, insieme alle riviste di divulgazione storica MedioEvo e Archeo. Collaborano in modo stabile con il Festival del Medioevo anche Italia Medievale, portale web impegnato da molti anni nella promozione del patrimonio storico e artistico del Medioevo italiano, MediaEvi, pagina Facebook specializzata nell’analisi dei cosiddetti medievalismi, Feudalesimo e Libertà, fenomeno social di goliardia e satira politica, il sito e la casa editrice Enciclopedia delle donne, un'opera collettiva sul web che raccoglie le biografie di donne di ogni tempo e paese e Radio Francigena, la voce dei cammini. Sostengono la manifestazione il Comune di Gubbio, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, il Gruppo Azione Locale Alta Umbria (GAL) e la Camera di Commercio di Perugia. Tra gli sponsor principali Colacem, Fondazione Pallavicini, Banco Desio, Visit-Emilia, Città di Lucca, Metalprogetti, Fondazione Mazzatinti, Tecla, New Font e la Università dei Muratori di Gubbio. Il sito della manifestazione e la relativa pagina Facebook @FestivalDelMedioevo (più di 50mila followers) sono gli indirizzi online dedicati alla divulgazione storica del Medioevo più visitati in Italia (www.festivaldelmedioevo.it).

giovedì 15 agosto 2019

Novità e spunti di ricerca sulle famiglie canossane e reggiane


Venerdì 16 agosto alle ore 21, per il ciclo “Storia sotto le stelle

Novità e spunti di ricerca sulle famiglie canossane e reggiane
Incontro con
GIANLUCA BOTTAZZI
ANDREA CONTI

Il 16 agosto prossimo alle ore 21 al castello di Rossena continua il tradizionale ciclo di serate “Storia sotto le stelle”, organizzato dall’Associazione culturale Matilde di Canossa in collaborazione con la Società Reggiana di Studi Storici.
Nel magnifico scenario della rocca di Rossena ogni venerdì sera si possono scoprire luoghi, eventi e personaggi del nostro territorio. Al termine piccolo buffet sotto le stelle.

GIANLUCA BOTTAZZI dialogherà con ANDREA CONTI, autore di un poderoso lavoro di ricerca che ricostruisce la rete delle parentele tra le famiglie medievali in un territorio che si estende da Piacenza a Bologna ed è collegato alla famiglia di Matilde di Canossa. Una rete complessa ed affascinante che si fonda sullo studio dei passaggi patrimoniali, sulla continuità dei nomi familiari e su molti altri aspetti che hanno permesso all’autore di disegnare un nuovo quadro di relazioni tra le più importanti famiglie del medioevo italiano.

Il professor GIANLUCA BOTTAZZI è archeologo e storico e si è occupato in particolare dell'Appennino settentrionale e della pianura emiliano-romagnola. Ha insegnato tra il 2000 e il 2012 “Storia degli insediamenti tardoantichi e medievali” presso l’Università degli Studi di Parma (Conservazione Beni Culturali) ed è stato relatore di decine di tesi di vecchio e nuovo ordinamento.
Dottore di ricerca in topografia dal 1991, allievo e collaboratore di Nereo Alfieri e Vito Fumagalli, dal 1978 ad oggi ha pubblicato numerosi contributi scientifici a stampa, alcuni dei quali relativi al territorio reggiano e al medioevo emiliano. Nel 2014 ha ottenuto l'abilitazione nazionale a Professore Associato in Archeologia.

Andrea Conti è Socio Corrispondente della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, Socio Aggregato della Deputazione per le Antiche Provincie Modenesi, Membro ordinario della Società Svizzera di Araldica (la più antica ed autorevole istituzione che si occupa di araldica, fondata nel 1891, che conta 365 membri di diverse nazionalità), Collaboratore dell’Associazione Culturale Obertenga con sede in Roma (associazione tra le famiglie discendenti dagli Obertenghi, tra le quali Este, Malaspina, Pallavicini e Pallavicino).
Dal 1996 è relatore a diversi incontri, convegni e giornate di studio di livello nazionale, tra Roma, Liguria, Emilia e Lombardia. Dal 1997 è autore di diverse pubblicazioni inerenti studi generalmente riferiti al contesto storico-ambientale e culturale delle valli di Taro e Ceno, ma soprattutto alla storia ed alla genealogia delle famiglie dell’aristocrazia medievale attive in ambito mediopadano, oltre a ricerche di carattere storico-araldico relative al territorio degli antichi Stati Parmensi e all’area tra Lombardia e Svizzera ed alle famiglie ivi presenti.
I suoi lavori sono stati recensiti su importanti riviste nazionali, come la storica e prestigiosa Rivista Araldica del Collegio Araldico Romano, e internazionali come i Cuadernos de Ayala rivista della Federazione Spagnola di Genealogia e Araldica e Scienze Storiche.


SABATO: ore 15 – 19
DOMENICA E FESTIVI: 10-13.30 / 15-19
Tutti i giorni su prenotazione con almeno 24 ore di preavviso.

Orari di apertura del Castello di Canossa
DA MARTEDÍ A DOMENICA 10-19



Per info:
( 0522 878974
( 366 8969303



sabato 11 maggio 2019

Notte bianca dei Musei a Canossa

Cade sabato 18 maggio la Giornata Internazionale dei musei, con una notte bianca che coinvolge molte istituzioni in tutta Europa e nel resto del mondo. A Canossa, ai piedi della bianca rupe, per iniziativa del centro turistico “Andare a Canossa” si coglie questa importante appuntamento per celebrarla come merita con due eventi di tutto rispetto: sabato 18 maggio avremo la possibilità di partecipare ad una serata di “Grafologia , Scrittura e musica” con l’esperta, la grafologa Patrizia Lanzi ed il pianista e compositore Ovidio Bigi. Dove l’indagine e la profondità della scrittura si fonderà con la bellezza della musica per pianoforte. Un'occasione unica durante la cena degustazione, per sondare i segreti della scrittura ed avere un piccolo ”assaggio dimostrativo” sulle scritture dei partecipanti alla serata. Ricordiamoci che Canossa vanta un'antica memoria di Scriptorium medievale grazie a Donizone, monaco Abate che scrisse la biografia di Matilde e ai monaci benedettini che risiedevano nel convento benedettino all'interno delle mura del castello.

 Il secondo appuntamento si svolgerà domenica 19 con la narrazione guidata di “Miti, storie e leggende di Matilde” con una breve camminata attorno alla Rupe, provvisti di candele e torce accese sul buio dei calanchi ed intorno all’Orrido di Canossa, fino ad arrivare al “Labirinto, cuore di Matilde” e in vista degli scavi archeologici che hanno riportato alla luce le scala del Perdono e tracce di consistenti mura dell’antico borgo matildico. Le emozioni non mancheranno per la spettacolarità della visita notturna, in quanto si accenderanno particolari luci che illumineranno dal basso il borgo storico di Canossa. Si consiglia di portare pile e torce. Il labirinto è a forma di cuore e a sette cerchi concentrici che portano ad un centro ben definito e vuole essere un percorso alternativo nella sacralità degli antichi cammini e del pellegrinaggio medievale dove chi non poteva recarsi nelle città Sante poteva percorrere un alternativo percorso simbolico.

Entrambe le serate prevedono il ritrovo alle 19,30 per l’aperitivo sul belvedere, la cena degustazione a lume di candela e a seguire l’evento proposto. Si consiglia di prenotare centro turistico “Andare a Canossa”cell.3334419407

martedì 2 aprile 2019

Di gelo e di fuoco - in libreria

DA APRILE IN LIBRERIA
DI GELO E DI FUOCO

UN INCREDIBILE VIAGGIO DI MILLE ANNI
LUNGO LA VIA FRANCIGENA

di Guido Fiandra con Pierluigi Fabbri, Fabrizio Fangareggi, Andrea Zauli DMedizioni

La riconquista del nostro passato collettivo dovrebbe essere tra i primi progetti per il nostro futuro.
[Umberto Eco]

È la notte del 17 dicembre del 1899, manca una settimana alla cerimonia di apertura della Porta Santa con la quale papa Leone XIII darà inizio al Giubileo Secolare. Francesco, anziano abate dell’abbazia di San Filippo al Marta, seduto alla sua scrivania, è inquieto. Sente che la sua vita sta volgendo al termine e lui non ha ancora ultimato il grande romanzo sulla Via Francigena – la strada medioevale che per mille anni è stata la spina dorsale dell’Europa – al quale sta lavorando da trent’anni.
All’improvviso qualcuno bussa alle porte dell’abbazia. Guardandosi attorno con circospezione, come temesse di essere visto, Francesco scivola lungo i corridoi del monastero e, quando apre il portoncino, ha un moto di contentezza nel vedere chi siano i viandanti che sbucano dall’oscurità, con i quali mostra di avere grande familiarità. In quella notte magica l’impossibile è diventato reale: quattro viaggiatori – Sigerico vescovo di Ramsbury (990), Maria Rodriguez spagnola di umili origini che non sa più se è ebrea o cristiana (1350), Goetz Von Berlichingen capitano di ventura tedesco di nobili ascendenti (1550), Jean Baptiste Fournier prima rivoluzionario ora facoltoso commerciante di vini francese (1825) –, che provengono da nazioni diverse e hanno percorso la Via Francigena in quattro epoche differenti, sono i protagonisti della sterminata storia che il religioso sta scrivendo e sono giunti all’abbazia per aiutarlo a completare la sua opera.
L’abate li accoglie felice, ora sente che il suo romanzo, anche grazie alle storie che ognuno di loro gli racconterà, potrà essere terminato. Ma assieme a loro, o forse proprio a causa del loro arrivo – perché si sa che il bene e il male spesso sono contigui – nel monastero è giunto anche il Diavolo che ha tentato l’abate fin da ragazzino e non può accettare di vederne il trionfo. In un tremendo duello che dura fino all’alba, i due contendenti – Francesco sostenuto dai propri personaggi, il demonio dalle forze del male da lui evocate – si sfidano all’ultimo sangue. Soltanto dopo aver sconfitto il Maligno, specchio del suo lato oscuro, l’abate può percorrere l’ultima tappa della Francigena e raggiungere Roma assieme ai viandanti.

Info: www.digeloedifuoco.it


GLI AUTORI:

Guido Fiandra
Regista, scrittore, autore, docente. Nel corso della quarantennale carriera, ha esplorato svariati linguaggi della narrazione e della visione, alternando la scrittura e la regia. Ha spaziato tra cinema di finzione e documentaristico, televisione, fotografia, arte, teatro. E’ socio fondatore della Writers Guild Italia, il sindacato degli sceneggiatori. Cura una collana di libri di cinema per Dino Audino editore. Da due decenni è docente del Corso di Regia e Sceneggiatura presso l’Accademia del Cinema di Bologna. “Di Gelo e di Fuoco”, una storia inizialmente pensata per essere una miniserie televisiva, scritta a più mani, è il suo primo romanzo.

Fabrizio Fangareggi
Da sempre innamorato di letteratura e cinema, dopo la maturità si è diplomato al Corso di Regia e Sceneggiatura all’Accademia Nazionale del Cinema di Bologna. Ha pubblicato diversi racconti su antologie e riviste; tra i suoi romanzi, “Ekhelon”, vincitore del Premio Letterario Cittadella nel 2014. Nel 2016 esce “Il confine del buio” finalista al premio letterario “Un libro per il cinema” e nel 2018 “Il buio di York” secondo volume della serie “Le confessioni di Arundel”.

Pierluigi Fabbri
Assicuratore, appassionato di Storia sin dall'infanzia. È stato nella giuria dei premi letterari reWritten nel 2004 e (secret) Unveiled nel 2005, organizzati da KULT Underground/KULT Virtual Press,ilsecondo con la sponsorizzazione di Edizioni Clandestine. Nel 2016 pubblica “Il confine del buio” finalista al premio letterario “Un libro per il cinema” e nel 2018 “Il buio di York” secondo volume della serie “Le confessioni di Arundel”.

Andrea Zauli
Dopo aver fondato il trimestrale letterario Bhodinskj in Romagna e lavorato come copywriter a Milano, approda a Roma dove insegna sceneggiatura a Cinecittà. Cresciuto a pane, fantascienza e horror, finisce per scrivere tutt’altro – per esempio la comedy L’utero al dilettevole (vincitrice del 48H Film Festival 2009), il melò Il paese delle piccole piogge (in onda su Rai 1 nell’autunno 2012), il lungometraggio sull’immigrazione clandestina Carta bianca (premio per la distribuzione al RIFF 2013, uscito nelle sale italiane nell’estate 2014), la video-art Sulla nostra pelle (Premio Lenovo-Zooppa al Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina 2016)

Info: www.digeloedifuoco.it

mercoledì 26 settembre 2018

Matilda al Festival del Medioevo

A Gubbio dal 26 al 30 settembre si tiene a Gubbio l'importante Festival del Medioevo. Nella zona dedicata ai libri e ai romanzi storici è presente anche "Il romanzo di Matilda". Il sito dell'evento, consigliato, è il seguente: http://www.festivaldelmedioevo.it/


giovedì 9 agosto 2018

Cronache brevi da Lugnano

Interpretare un personaggio del Trecento in un corteo storico è un'esperienza emozionante. A Lugnano in Teverina sono stata ospite lo scorso 4 agosto del Palio e ho indossato uno splendido abito rosso, ho seguito dame e banditori fino alla Collegiata così bella da togliere il fiato e mi sono goduta i rulli di tamburi che riempivano l'aria con ritmo marziale. Subito dopo la fine della sfilata, ho presentato "Il romanzo di Matilda" [Meridiano Zero] che ad oggi compie 3 anni e un mese e ben 57 presentazioni in lungo e in largo per l'Italia. Spero di vederlo un giorno trasformato in un serial televisivo. Nel frattempo, continuo a presentarlo con grande soddisfazione. [Photo Credits - Stefania Cima, Libreria il Gorilla e l'Alligatore, Orte] 





venerdì 13 luglio 2018

Un labirinto di donne nella storia

La Storia è un labirinto di donne che spesso non trovano posto adeguato nei testi di saggistica e non vengono valorizzate nel racconto di imprese che sembrano pensate, volute, avviate e portate a termine solo da uomini. Quando scrivo racconti e romanzi storici, ogni volta che narro le loro vicende drammatiche e i loro atti eroici, cerco di far ritrovare alle donne il posto da protagoniste che si meritano, al pari degli uomini. Da qui nasce il Labirinto di donne nella Storia, che unisce gli archetipi del femminile ai fatti storici, e racconta di donne che hanno fermato un momento di eternità nell’immaginario comune, divenendo simbolo di eternità.

Nella definizione junghiana, gli archetipi sono modelli funzionali innati costituenti nel loro insieme la natura umana: “Il concetto di archetipi è derivato dalla ripetuta osservazione che, ad esempio i miti e le fiabe della letteratura mondiale contengono certi motivi che ritornano sempre e dovunque. Tali immagini e collegamenti tipici vengono denominate rappresentazioni archetipiche. Esse ci impressionano, influenzano, affascinano. Provengono dall’archetipo, di per sé senza forma immaginabile, una preformazione inconscia, che sembra appartenere alla struttura ereditaria della psiche e che perciò può manifestarsi dovunque anche come fenomeno spontaneo”.
Jung, partendo dall’analisi dei sogni dei suoi pazienti, riscontra come certe immagini, concetti e situazioni vissute in sogno e non riguardanti l'esperienza personale, siano in qualche modo innate nella mente umana, o meglio, derivino da un inconscio collettivo, condiviso, ereditato assieme al patrimonio genetico. Gli archetipi sono quindi l'eredità psicologica inconscia: per Jung l'inconscio personale contiene già delle “forme a priori”, che fanno parte dell'inconscio collettivo, e che permettono di trascendere da se stessi, attraverso la funzione simbolica e di procedere nel processo di individuazione. [Archetipi.org]
Secondo Jung esistono dunque dei modelli archetipici legati alle divinità dell’Antica Grecia, che simboleggiano e individuano le qualità energetiche e gli istinti primordiali di cui uomo e donna dispongono. Il pantheon greco è ricchissimo di figure che si ritrovano in epoche e in luoghi differenti e in altre culture con nomi differenti ma identiche funzioni, a testimonianza del filo rosso collettivo che unisce l’umanità dall’alba dei tempi. Le dee sono espressione delle “dee interiori” che una donna incontra lungo tutto l’arco della sua esistenza, ognuna con caratteristiche peculiari, e una sola indicazione: ogni donna contiene tutte le dee, e deve fare in modo che non entrino in conflitto l’una con l’altra per dirsi realmente equilibrata. Artemide, la dea della caccia, indipendente e autonoma; Atena, la dea della saggezza e dei mestieri, mentale e razionale; Estia, la dea del focolare, spirituale e completa nella propria solitudine; Era, la dea del matrimonio, risolta solo attraverso l’unione con un marito che tiene accanto a qualunque prezzo; Demetra, dea delle messi, generosa e accogliente; Persefone, dea dell’oltretomba, matura e sicura di sé; Afrodite, dea di amore e bellezza, sensuale, magnetica e selvaggia.

Ognuna di queste dee rappresenta una parte del sé femminile, e il gioco che ho scelto di fare è stato proprio individuare tra le mie “Interviste impossibili” a quale donna della storia poteva abbinarsi meglio l’archetipo dominante: la mia scelta è caduta su Irene, l’Imperatrice di Bisanzio [che governò l’Oriente dal 797 all’802], su Marozia, la scandalosa Papessa [che da amante del papa regge le sorti di Roma nel 910], su Matilde di Canossa [protagonista della storia europea nel XII secolo] ed Eleonora d’Aquitania [regina di due regni, vissuta tra il 1122 e il 1204]. Per vedere a quali dee le ho “affiancate” basta arrivare a Canossa domenica 15 luglio alle 18 e seguire l’incontro “Un labirinto di donne nella storia. Racconti di donne, che hanno fermato un momento di eternità nell’immaginario comune divenendo simbolo di eternità”. Cercheremo di capire insieme qual è il filo che ci unisce tutte, quale sia il suo significato, e cosa queste grandi donne del passato ci possono ancora dire e insegnare. Vi aspetto.

domenica 6 maggio 2018

Le zone dei Da Palude, i fedelissimi di Matilde

Si parla moltissimo di Matilde, ma non bisogna dimenticare un protagonista attivo del periodo che la vede reggere le sorti dell’Italia come Grancontessa e vicaria di Pietro. Il suo nome è Arduino della Palude,  figlio di Guido di Gandolfo, che apparteneva a una nobile famiglia della bassa reggiana di feudatari dei marchesi di Canossa, che ha origine nel IX secolo dai Gandolfinigi. 

Fedele amico, grande condottiero, maggiore vassallo di Matilde di Canossa e sempre al suo fianco nella buona e nella cattiva sorte, "Dominus Arduinus Widonis filius de Castro Paludis" partecipò a missioni militari e politiche di notevole rilievo, a cavallo fra i secoli XI e XII. Il "castruni Paludis" da cui proveniva, menzionato assai spesso dalle fonti, era posto tra Fabbrico e Reggiolo, in una zona della bassa pianura a nord di Reggio Emilia, detta appunto della "Palude". Con lui la posizione sociale della famiglia si elevò notevolmente, fino a raggiungere uno status mai toccato in precedenza, con possessi sparsi un po' dovunque dalla bassa reggiana all'Appennino.


A poca distanza da Canossa, risalendo il torrente Enza verso Vetto, si entra nei territori che un tempo erano dei Da Palude, discendenti di Arduino: il borgo di Scalucchia è situato sulla sommità di un dosso arenaceo sul Tassaro. Al suo interno, è ancora presente quello che un tempo era il castelletto, dove compare anche lo stemma della famiglia. 



Proprio sulla rupe di fronte, dalla parte opposta del fiume, si ergeva la rocca di Crovara, di cui oggi rimangono pochissime rovine: i ruderi del mastio che dominava il castello, costruito in piena armonia con la roccia sottostante, i depositi e le cisterne di acqua e tracce delle mura difensive che perimetravano l’intera area. Alcune scale e un tronco di colonna suggeriscono dove sorgeva l’antico palazzo feudale. A fianco dell’entrata del castello, probabilmente l’unica, sorge la chiesa dedicata a San Giorgio, e oggi trasformato in un museo è la casa colonica recuperata, probabilmente un tempo un ostello per pellegrini. 


Proseguendo per la strada verso Vetto, infine, si incontra Legoreccio, antica villa del feudo dei da Palude dipendente dal castello di Crovara: nel borgo è situata l’antica Corte dei Da Palude, già residenza della famiglia, con un porticato interno sormontato da un loggiato. All’ingresso del paese fa bella mostra di sé una casa torre, la fortificazione tipica del periodo matildico sull’Appennino.

Questi luoghi sono meravigliosi e si prestano anche a lunghe passeggiate per chi ama il trekking. Alcuni siti consultabili danno tutte le indicazioni in merito ai percorsi e ai punti di interesse. 


Link utili:

Val Tassaro - Natura & Storia
Appennino Reggiano
Monte Casarola
Reggio Emilia Turismo
Chiesa di Crovara

Tutte le immagini che correlano l'articolo sono di mia proprietà, ne è pertanto vietato l'utilizzo. Per altre immagini dell’itinerario parmense e per visionare le tappe complete del mio viaggio, basta cliccare il link di Instagram con hashtag #ilromanzodiMatilda     


domenica 18 marzo 2018

IL ROMANZO DI MATILDA: donna e regina del Medioevo

La Galleria San Francesco, arte contemporanea, è lieta di invitare all’evento “IL ROMANZO DI MATILDA: donna e regina del Medioevo”. Nel corso della mostra “Matilde, luce splendente” opere di Makiko Asada, un pomeriggio per conoscere la Grancontessa attraverso il romanzo di Elisa Guidelli: la vita, i lutti, gli amori, le lotte, la caduta, il riscatto, le violenze e le passioni di Matilde di Canossa, un romanzo storico che ricostruisce gli eventi fondamentali della sua vita attraverso l’infanzia, la giovinezza, la maturità e la vecchiaia, cercando di restituire tutta la potenza al personaggio. 

L’appuntamento è per Sabato 24 marzo alle ore 17.30 presso la Galleria San Francesco di Via Bardi 4/B – 42121 Reggio Emilia.

lunedì 26 febbraio 2018

Matilde, luce splendente, opere di Makiko Asada


Matilde fanciulla, che intreccia ghirlande di fiori e si muove con grazia di ballo: Dante, nel XXVIII Canto del Purgatorio, così la descrive e le dà il compito di accompagnare le anime in Paradiso. Alta e slanciata nella figura, capelli rossi e denti bianchissimi. Bellissima. Così la ritrae Il Parmigianino, quattrocento anni dopo la sua morte.
Makiko Asada, pittrice giapponese, in “ Matilde, luce splendente “, parte proprio da qui.
Matilde di Canossa: una donna due volte infelicemente sposata e che a soli trent’ anni si ritrova sola a capo di un immenso stato cuscinetto tra i poteri forti dell’ Alto Medioevo. Sola, perché già a quell’ età, aveva perso tutti i suoi familiari, il padre, i fratelli, la figlia di pochi mesi, il rozzo marito e infine la sua più fidata consigliera, la madre Beatrice.
Ritorna a Canossa, perché qui è stata felice bambina; qui ha ricevuto un’ educazione non comune per le fanciulle dell’ epoca. Qui sceglie di diventare la “ Dilecta filia Petri “, la fedelissima alleata del Papa Gregorio VII, che ama di un amore solo platonico, perché il fervore religioso dell’ epoca era legato ad un sincero terrore di farsi cogliere dalla morte seconda, ossia di morire in stato di peccato mortale.
Qui, nel castello di Canossa, assume coscienza di se stessa.
In “ Matilde e Pensiero “, il dipinto scelto come immagine forte della mostra, Makiko Asada racconta di questo preciso momento della vita di questa donna straordinaria. Matilde regge nella mano destra, la mano del comando, una nuvola opalescente da cui germogliano timide verdi foglioline: l’ annuncio di una nuova vita, che non proviene dal ventre ormai sterile, ma dalla conoscenza; la mano sinistra appoggiata sull’ esile corpo, la mano del cuore, è rigida e impotente nella regale eleganza. Disegno puro di contorno in colore giallo dorato per diffondere la luce splendente di Matilde.
Nei quarant’ anni del suo regno Matilde, coltissima, è protettrice dei maggiori pensatori del tempo; fu sotto la sua protezione che Irnerio insegnò all'università di Bologna diritto romano, restaurandolo attraverso la “Summa Codicis”; poi costruisce strade, canali, chiese e monasteri, numerosissimi castelli e case torre.
Tutto si sgretola alla sua morte: il suo immenso stato e, nei secoli successivi, l’amatissima Rocca di Canossa.



lunedì 20 novembre 2017

Matilde e il suo vino bianco

Dopo secoli di oblio è stata recuperata l'uva che Matilde di Canossa usava per quel vino frizzante e leggero che tanto piaceva a Gregorio VII. Un vitigno scomparso, finito chissà dove, probabilmente confuso con il Sauvignon blanc se non, addirittura, abbandonato. Grazie all’ampelografia (la disciplina che studia, identifica e classifica le varietà dei vitigni) e ad analisi genetiche fatte dall'Università di Bologna è stato isolato e definito con assoluta certezza questo storico vitigno. L’uva di Matilde ha ripreso vita. E forse proprio lei, la Contessa dal pugno di ferro che governava da Piacenza fino a Modena e che portò la pace tra l’imperatore Enrico IV e Papa Gregorio VII, ne sarebbe fiera.

Leggi tutto l'articolo di Franca Giansoldati su Il Messaggero


L’esame del dna non lascia dubbi: una particolare varietà di uva bianca, la Spergola, coltivata nella zona di Reggio Emilia, è la stessa che veniva utilizzata quasi mille anni fa per produrre il vino di Matilde di Canossa. Un vino leggero e frizzante che venne presumibilmente utilizzato per suggellare la pace tra Papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV, dopo che quest’ultimo, per farsi revocare la scomunica, fu costretto ad attendere per tre giorni e tre notti sotto la neve di fronte al portale d’ingresso del castello di Matilde.

Leggi tutto l'articolo di Il Secolo d'Italia

lunedì 9 ottobre 2017

Camminata letteraria: Abbazia di Frassinoro

Questo sabato andremo nell’Appennino modenese a visitare un’altra chiesa diventata abbazia benedettina per volere di Beatrice di Lotaringia, madre di Matilde di Canossa. Anche questa pieve medievale è da sola un ottimo motivo d’interesse e merita di essere visitata: è la Pieve di Rubbiano, a capo di una parrocchia vastissima che comprendeva anche l’Abbazia di Frassinoro.
Cammineremo nell’antica strada romana “Via Bibulca” che collegava Modena a Lucca, chiamata così perché poteva ospitare un carro trainato da due buoi e vedremo tante altre meraviglie in un'atmosfera e colori autunnali. Ci accompagnerà in questi luoghi storici, la scrittrice Elisa Guidelli che ha all’attivo pubblicazioni tra le quali “Il romanzo di Matilda” e “Francigena “ in collaborazione con gli scrittori Covili e Sorrentino.
Prima di salutarci gusteremo assieme l’aperitivo di “Donella”.

Ritrovo: 14.20 Pieve di Rubbiano (Montefiorino-Mo)
Partenza: 14:30
Difficoltà: Facile 
Dislivello: 400 mt. (con una salita finale da fare con calma)
Durata: ore 4:30 circa
Costo: 10€ adulti e minori a partire dai 12 anni, solo se accompagnati e abituati a camminare in montagna.
Prenotazione obbligatoria, inviando mail di conferma indicando nome e numero di telefono di tutti i partecipanti e si desidera condividere il viaggio con altri escursionisti a: donellaeventiescursionistici@gmail.com

 Per informazioni: Donella Serafini 348.4151837 
Facebook: Donella Serafini, Donella Eventi Escursionistici, Donella Eventi.

Abbigliamento obbligatorio: zaino, calzature da escursionismo con suola scolpita a caviglia alta, pantaloni lunghi, pile, giacca antivento/pioggia, (vestirsi a cipolla) 1 litro d’acqua.
 Prenotazione obbligatoria entro le ore 18:00 di venerdì 13 ottobre.
 Numero minimo partecipanti 6 adulti.
 24 ore prima delle attività è possibile comunicare agli iscritti l’annullamento dell’escursione qualora non si sia raggiunto il numero minimo di partecipanti o in funzione delle condizioni ambientali.
 Tutti i percorsi potranno essere modificati in funzione delle condizioni ambientali per la sicurezza del gruppo.
Non è prevista copertura infortuni per i partecipanti.
Chi ritiene opportuno può provvedere autonomamente con una polizza multisport.
 Organizzazione: Donella Serafini per Donella Eventi Escursionistici

giovedì 20 luglio 2017

3° MATHILDA FESTIVAL * 2017 *

3° MATHILDA FESTIVAL * 2017 *
RASSEGNA CULTURALE ESTIVA
AI PIEDI DEL CASTELLO DI CANOSSA

Promosso dal Centro Turistico "Andare a Canossa". Patrocinio del Comune di Canossa. In collaborazione con "Strada dei Vini e dei Sapori Colline
di Scandiano e Canossa" e "Ass. Terre di Canossa"



LUGLIO

sabato 22
TAROCCHI: serata magica dedicata alla Grancontessa. Presentazione del libro-gioco "TAROCCHI DI MATILDE" di Federica Soncini e della mostra  di Tavole dipinte dall'artista Stefano Brianti. A seguire cena-degustazione e camminata al Labirinto con Storie Miti Leggende di Matilde e lettura degli Arcani.

domenica 23
NOVECENTODUE ANNI PER RICORDARE MATILDE
MESSA SOLENNE nella ricorrenza della scomparsa e proiezione del film "IN MORTE DI MATILDE"
alla presenza del regista Ubaldo Montruccoli e dell'attrice protagonista Elisa Montruccoli

sabato 29
UNA SERATA TRA LE STELLE
Osservazione del cielo con e senza telescopio a cura di G. Giacobazzi. Apertivo panoramico con Souvignon Matilde




AGOSTO

domenica 6 ore 6,00 del mattino
Concerto:  IN.CANTO ALL'ALBA con MARINA  LIGABUE musica e canti dal creato e a seguire prima colazione panoramica canossana sul Belvedere

sabato 12
TRIO CANOSSA diretto da Giovanni Gelmini
Cena/Viaggio musicale tra storia e goliardia con cabaret da osteria e folcklore dell'Appennino

martedì 15
Teatro L'INCONTRO: MATILDE/ENRICO con Antonietta Centoducati e Gianni Binelli, musiche di Ovidio Bigi
teatro d'artista in abito medievale

venerdì 18
ACUSTING IN CONCERTO cena a lume di candela e birra matildica di Orwal. Al termine: camminata notturna al labirinto e narrazione di Miti Storie Leggende

sabato 19
Serata Rosa e proiezione del film "LA SIGNORA MATILDE" con Siusy Blady e i registi Marco Melluso e Diego Schiavo

domenica 20
QUELLO CHE MATILDE DICEVA E SCRIVEVA
Lettere e documenti reggiani originali
Incontro con Clementina Santi e Maurizio Fontanili

domenica 27
CREDERE O NON CREDERE NEL MEDIEVO
Incontro con Paolo Golinelli Un. di Verona che presenta il libro "Santi e Culti dell'Anno Mille"

SETTEMBRE

domenica 3
"SCRIPTORIUM" A CANOSSA: possibile far rivivere la scrittura gotica e la miniatura del medioevo? Con Omar Galliani docente Accademia di Brera e Ugo Viappiani incisore

domenica 10
SUITE DAL BRASILE PER MATILDE: fisarmonica di Joao Pedro Teixeira e Paolo Gandolfi. Quintetto d'archi Istituto Musicale "A. Peri"

sabato 16
LE MINIATURE nei LIBRI DI MATILDE
Incontro con Giuseppa Z. Zanichelli, Un. Salerno, esperta di codici miniati

domenica 17
MERCATO AGRICOLO CONTADINO
all'insegna dei prodotti naturali del nostro Appennino

domenica 24
CANTI GREGORIANI del Coro di Toano
per ritemprare "lo spirito" e cena per ritemprare "lo corpo"
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Sono aperte le ISCRIZIONI per i CORSI di SCRITTURA MEDIEVALE e MINIATURA. Inizio lezioni novembre 2017
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Cene/degustazione coi prodotti tipici della "Strada dei Vini e dei Sapori", orario incontri dalle ore 18,30 in poi
Numero posti limitati. Per info e prenotazioni: Centro Turistico Andare a Canossa cell. 333 4419407 - mario_bernabei@libero.it

sabato 15 aprile 2017

Dall'Appennino Reggiano per Matilde

Un sito interessante e una collaborazione tra Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano per rendere omaggio a Matilde di Canossa, donna d'Europa: qui tutti i link per ripercorrere storia, luoghi e percorsi con tanto di audioguide.

domenica 19 marzo 2017

Il romanzo di Matilda a keSTORIE

Sul prestigioso portale RomanziStorici.it una nuova sezione, keSTORIE,
ospita un'intervista davvero particolare su "Il romanzo di Matilda"


Per leggere l'intervista basta cliccare qui: 
Il romanzo di Matilda su ROMANZI STORICI